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Published by Il Post - Gabriele Niola e Bianca Ferrari
Ogni settimana ti racconta cosa arriva di nuovo al cinema, con storie e spiegazioni per orientarsi e scegliere meglio. E se invece preferisci guardare qualcosa in streaming, c’è una newsletter apposta. Di Gabriele Niola e Bianca Ferrari
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Pierfrancesco Favino nel ruolo di un frate del seicento che viene vessato dalla Chiesa non fa ridere, eppure il film è un'apologia della commedia. Invece Un tranquillo funerale di famiglia vorrebbe far ridere ma fatica a riuscirci. Ce la fa decisamente meglio Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A., infine Bianca è stata inviata al festival di Singapore e ha parlato con il direttore per capire come funzionano i festival di cinema da quelle parti. Questa settimana abbiamo visto:Dio ride, di Giovanni VeronesiUn tranquillo funerale di famiglia, di Massimiliano BrunoShaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A., di Matthew Walker e Steve Cox e poi l'Odissea, secondo Elon Musk
L’adattamento un po’ meno britannico nei toni di Ragione e sentimento può essere il migliore fin qui? I britannici dicono di no, noi diciamo di sì. Inoltre escono due film con al centro dei preadolescenti: uno, italiano, è Caro mondo crudele e l’altro è un kolossal in stop motion: Wildwood - I segreti del bosco proibito, dello studio di produzione Laika. In più vi raccontiamo quali dinamiche hanno fatto sì che negli ultimi 25 anni la produzione di film e tv italiani abbia smesso di essere praticamente solo a Roma. Questa settimana abbiamo visto:Ragione e sentimento, di Georgia OakleyCaro mondo crudele, di Niccolò FalsettiWildwood – I segreti del bosco proibito, di Travis Knight.
Esce finalmente un film dall’alto potenziale commerciale, Je So' Pazzo, sulla prima parte della vita e della carriera di Pino Daniele. Nello stesso weekend esce anche un altro film biografico, più sui generis, cioè Fatherland di Pawel Pawlikowski, su un momento specifico della vita di Thomas Mann. In più, ora che inizia la 21esima Festa del cinema di Roma, vi raccontiamo come è nata, i problemi che ha avuto da subito e cosa è successo in queste venti edizioni. La puntata di Dicono che è bello, a Venezia in cui abbiamo parlato di Primetime di Lance Oppenheim Questa settimana abbiamo visto:Mammina, di Rob SavageJe So' Pazzo, di Nicola ProsatoreFatherland, di Pawel Pawlikowski
È arrivato il sequel di The Social Network che racconta l’inchiesta giornalistica dei Facebook Files, ma questa settimana esce anche un insospettabile musical metropolitano italiano che non è niente male, e visto che si moltiplicano i film concerto spieghiamo che cosa sono, come funzionano e come mai se ne fanno tanti. Questa settimana abbiamo visto: The Social, di Aaron SorkinRider, di Roan Johnson e Dade
Il nuovo film con Tom Cruise, annunciato in pompa magna, non sta piacendo per nulla alla critica e anche le previsioni del primo weekend al box office non sono buone, come è accaduto? E esattamente che film è? Non esce però solo questo film, ma anche uno molto più commerciale che parla di soldati, motoseghe e vendette. In più spieghiamo per bene che è successo, ancora una volta, con la storia della vendita di Warner. Questa settimana abbiamo visto:Digger, di Alejandro González IñárrituOnslaught, di Adam Wingard
Per la serie “amicizia uomo cane” questa settimana esce Heart of the Beast, in cui Brad Pitt è un ex militare che si trova a dover sopravvivere nei boschi insieme al suo cane, ex militare come lui. Invece sul versante italiano esce il film Una storia, l’esordio da regista di Anna Foglietta. E in più vi raccontiamo una storia di marketing americano di quelle che non ci si crede. Questa settimana abbiamo vistoHeart of the Beast, di David AyerUna storia, di Anna Foglietta
Il 18 settembre Bianca Ferrari e Gabriele Niola hanno chiacchierato con Pierfrancesco Favino sul palco di Talk, in occasione delle giornate di giornalismo dal vivo organizzate dal Post per incontrarsi e parlare un po’ di tutto. Questa è la registrazione di quell'incontro.
Tra i film in uscita questa settimana ce ne sono tre che fanno molto ridere. Il primo è The Invite con Seth Rogen, Olivia Wilde, Edward Norton e Penélope Cruz; il secondo è italiano, si intitola Dov’è la Fiesta e ha la stessa sceneggiatrice di Call My Agent Italia; e a sorpresa fa molto ridere anche il reboot di Resident Evil. Questa settimana abbiamo visto:Dov’è la fiesta? , di Niccolò GentiliThe Invite, di Olivia WildeResident Evil, di Zach Cregger
Erano anni che non capitava di arrivare alla premiazione senza un'idea chiara dei vincitori e del resto è successo qualcosa di inatteso. Tutto nella giornata in cui abbiamo visto ben due film a tema "preti" ma non proprio dello stesso tono. In questa puntata parliamo di:Dio ride di Giovanni VeronesiFather Joe di Barthélémy GrossmannIl fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
C’è una sola serie tv a Venezia ed è Peccato con Emanuela Fanelli, uno dei rari esempi italiani di satira dei media. E poi, nonostante siamo vicini alla fine del festival, è ora che si sono visti due film con ottime speranze per un premio: Ritorno a Buenos Aires e Un Bon Petit Soldat. In questa puntata parliamo di:Peccato di Valerio VestosoUn Bon Petit Soldat di Stephane BrizéRitorno a Buenos Aires di Marco Bechis Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
Lo dice il titolo stesso: Scherzetto è un film leggero, una cosa che non ci si aspettava da Mario Martone e Toni Servillo, mentre è molto duro NAZA, importante documentario che svela le tecniche e le idee dietro i bombardamenti israeliani. In questa puntata parliamo di:Scherzetto, di Mario MartoneNAZA, di Yuval Abraham e Rachel Szor Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
Chi ha seguito la lavorazione ventennale di DAU, un progetto gigantesco e folle, è stato stupito dall’annuncio della sua ammissione in concorso a Venezia. È un film con una realizzazione assurda e un esito mastodontico. Ma c’è stato anche un altro film quantomeno fuori dai canoni, almeno delle commedie italiane: Serpenti di Roberto De Paolis Maino. In questa puntata parliamo di:DAU di Ilya KhrzhanovskySerpenti di Roberto De Paolis Maino Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
Affrontiamo gli argomenti più controversi senza paure: chi invita le persone che fanno i red carpet ai festival? Perché ce ne sono che non c'entrano niente con il cinema? Chi possiamo incolpare? E poi dove vanno una volta finito il red carpet? E le persone normali possono farlo? E poi il documentarione di 4 ore su Elon Musk, un film d’azione iracheno che non avevamo visto arrivare e il film in cui Javier Bardem e Penélope Cruz interpretano una coppia sposata. In questa puntata parliamo di:Musk di Alex GibneyNo Paradise if You’re Killed by a Woman di Halkawt MustafaBunker di Florian Zeller Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
L’adattamento del manga Look Back di Hirokazu Kore-eda ha commosso un po’ tutti, invece L’estranea di Paolo Strippoli è forse il primo thriller italiano a competere a Venezia. E se vi ricordate la polemica riguardo ai mancati finanziamenti al film tratto dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, ora lo abbiamo visto. L’estranea di Paolo StrippoliThe Echo Chamber di Andrea PallaoroLook Back di Hirokazu Kore-eda Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
È stato fischiato un po’ a sorpresa La città dei vivi, ma se avete seguito i problemi di produzione potete capire perché (e se non lo avete fatto ve li riassumiamo noi). Abbiamo visto Woman Unknown, uno dei soli due film diretti da una donna in concorso, e poi Possible Love di Lee Chang-dong, che sta piacendo un po’ a tutti e nessuno si scandalizzerebbe se andasse a premi. In questa puntata parliamo di:La città dei vivi, di Edoardo GabbrielliniPossible Love, di Lee Chang-dongWoman Unknown, di May el-Toukhy E citiamo questo articolo: X minuti di applausi Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
Il documentario Don’t Look Back in Anger, sulla grande reunion degli Oasis è uno degli eventi principali e ci sono i Gallagher. Abbiamo visto Primetime, con Robert Pattinson. Ma è quasi più clamoroso che ci sia Nanni Moretti vista la brutta storia che ha con Venezia. In questa puntata parliamo di:Succederà questa notte di Nanni MorettiDon’t Look Back in Anger di Will Lovelace e Dylan SouthernPrimetime di Lance Oppenheim Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
Quest’anno solo un film di tutto il festival appartiene a uno dei grandi studios, e non era andata diversamente a Cannes. Siamo stati abituati all’opposto negli anni Dieci, ma c’è un cambio in atto e possiamo indicare un colpevole preciso. Intanto ci siamo visti un film americano indipendente, The Basics of Philosophy di Paul Schrader, e ben due film giapponesi, quello di Shinya Tsukamoto e quello di Takashi Miike. In questa puntata parliamo diThe Basics of Philosophy di Paul Schrader,Mr. Nelson, Did You Kill People?, di Shinya TsukamotoShumei: The Living Legacy of Kabuki, di Takashi Miike Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
È passato al festival Bucking Fastard con le sorelle Kate e Rooney Mara, di Werner Herzog, che qui ha presentato molti film e ha vinto un Leone d’oro, e anche il nuovo film di Martin McDonagh, che a Venezia presentò Tre manifesti a Ebbing, Missouri che poi vinse due Oscar, e ora ritenta il colpaccio. Tutti grandi cocchi di Venezia. In questa puntata parliamo di:Bucking Fastard, di Werner HerzogWild Horse Nine, di Martin McDonagh Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
Nell’ultimo anno le giurie dei festival hanno faticato a rispondere alle domande della stampa su guerra e politica, sembra che ogni cosa dicano sia un problema o gli si ritorca contro, e anche per questo la stampa insiste di più. Ma Maggie Gyllenhaal non si è fatta fregare. Invece il primo film del festival è Ink di Danny Boyle, ed è un po’ “un film con un messaggio”. In questa puntata parliamo di:Ink di Danny BoyleCol cuore in gola di Tinto Brass Dicono che è bello, a Venezia è un podcast realizzato dal Post con il sostegno di BMW Motorrad Italia.
La quarta puntata di Dicono che è bello (fare) cinema, lo speciale di agosto di Dicono che è bello, al cinema, in cui Gabriele Niola e Bianca Ferrari intervistano cinque professionisti dell'industria cinematografica per capire come funzionano alcuni dei meccanismi meno conosciuti del settore. Nell’ultimo anno i selezionatori della Mostra del cinema di Venezia hanno valutato 4.000 film, per arrivare a scegliere i 70 che faranno parte del festival. I criteri che li hanno guidati sono molti, e se ci sono tante ragioni per prendere un film, ne basta una sola per rifiutarlo. Cosa non semplice se alla regia c'è un grande nome. Come non è semplice riuscire ad aggiudicarsi film importanti o molto ricercati, specialmente se li vuole anche Cannes. Emanuele Rauco, critico e selezionatore di Venezia, ci ha raccontato qual è il vero lavoro di chi sceglie i film per un grande festival e quali sono le ragioni alla base delle decisioni dei comitati.
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Observed November 4, 2026.
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